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Come Ottenere Visibilità, Nuovi Contatti e Vendite in 48 Ore o Meno con un Video

Se stavi pensando che emergere online in fretta fosse una cosa complicatissima o che dovessi ricorrere all’ausilio di tecnici e ingegneri come per un progetto, temo dovrai ricrederti. La via è semplice, molto più semplice di quello che tu possa pensare.

Guarda ad esempio questa immagine.

E’ la prima pagina di Google per la frase chiave “ristorante vegano roma centro storico”.

Le prime pagine, per come siamo abituati a vederle normalmente, sono sempre testuali, cioè contengono solo testi scritti, ma che cosa ti salta all’occhio a prima vista? Quell’immagine in mezzo a tutti quei risultati testuali, non è vero?

Beh, non è altro che un video. Certo, proprio così, si tratta di un semplicissimo video in classifica nei risultati organici sulla prima pagina di Google tra i 1.880.000 di pagine concorrenti per quella frase chiave (questo numero lo vedi sotto il box di ricerca).

Vuoi sapere quanto tempo ci ho messo a piazzare quel video in quella posizione?

Ventiquattro ore!!!

Proprio così.…e puoi assolutamente essere in grado anche tu di portare un video in prima pagina in pochissimo tempo, proprio come ho fatto io.

Guarda l’immagine in quest’altro esempio:

rappresenta il risultato ottenuto portando in prima pagina di Google un video per la frase chiave “ludoteca inglese”. Per il sito dell’azienda, c’è voluto un po’ di più, ma per il video lo spot è sempre in prima pagina nei risultati organici di Google tra più di 180.000 pagine concorrenti per la stessa chiave. Sai in questo caso quanto ho impiegato per portare quel video lì dov’è?

Otto ore!

Un altro risultato ancora l’ho ottenuto con un video realizzato per un’azienda che costruisce e vende droni professionali radiocomandati e servizi correlati.

In questo caso il video è sempre in prima pagina tra i risultati organici per la chiave “droni professionali radiocomandati” tra più di 200.000 pagine concorrenti, subito dopo gli annunci sponsorizzati di Google e per portarlo lì sai quanto ho impiegato? Due ore e mezza!

Questi sono ovviamente solo alcuni dei risultati ottenuti su Google, ma se vai su YouTube, questi video risultano per le stesse chiavi, e in realtà anche per molte altre, sempre in prima pagina e ai primi posti tra diverse centinaia e anche migliaia di video concorrenti.

Ma come si fa, ti chiederai?

In realtà c’è solo una procedura da imparare, la stessa e con le stesse fasi, passami l’analogia, che si adottano per fare i fuochi di artificio e per assurdo anche per mettere in orbita una navetta spaziale, …ma per fortuna è un’analogia solo nominale, perché il resto è semplice, molto più semplice di quanto si possa pensare.

Mi rendo conto che è richiesta un po’ di fantasia, ma è un’analogia che ho trovato davvero curiosa e calzante. Sai come si fanno i fuochi d’artificio? Ci sono solo quattro fasi:

  1. Scelta. Dove scegli le giuste sostanze chimiche per l’effetto che vuoi ottenere.
  2. Creazione. Dove costruisci letteralmente la carica necessaria.
  3. Innesco. Dove praticamente accendi la miccia.
  4. Lancio. Dove dai vita al lancio in aria di quanto hai costruito per il massimo effetto pirotecnico.

E anche qui nei video, per avere rapidamente traffico e visibilità, i passi che devi fare sono solo questi quattro, praticamente gli stessi: Scelta, Creazione, Innesco, Lancio.

Puoi usare questo metodo per aumentare la visibilità o per dare notorietà ad una piccola azienda, a un professionista, a una band …o a chiunque!

L’ho messo in pratica ormai centinaia di volte ed è davvero potente.

In pratica:

Scegli il tema intorno al quale realizzare il video per garantirti la resa migliore, lo prepari per quell’argomento specifico da portare alla ribalta e poi lo lanci.

Per saperne di più, scarica la guida gratuita da qui: http://www.emergereonline.com

 

 

 

Come Ottenere Traffico da YouTube – 7 Fonti per Emergere Online

Ti stai chiedendo come ottenere visitatori e nuovi contatti da YouTube?
In effetti YouTube è diventata una fonte inesauribile di traffico e nuovi contatti e in questo articolo ti mostro come le fonti da cui attingere siano in realtà sette.

  1. Anzi tutto, se hai già un canale YouTube i tuoi iscritti avranno i tuoi aggiornamenti per email in automatico e ogni volta che produrrai qualche video nuovo, avrai per forza dei primi visitatori, che sono appunto i tuoi iscritti. Loro da soli, sono già in grado di darti una spinta iniziale di visualizzazioni ad ogni video che crei. Questo incrementerà normalmente la audience retention rate, cioè il rendimento in termini di visualizzazioni o ritorno in termini di attività degli iscritti del tuo canale e se hai una buona base di iscritti, questo da solo ti aiuterà moltissimo nel ranking, in quanto YouTube tiene molto in considerazione questo parametro.
  2. La seconda migliore fonte di visitatori è il motore di ricerca di YouTube. Se hai fatto dei buoni video e li hai ottimizzati per bene, riuscirai a farti trovare da tutti quelli che cercano frasi o argomenti in tema coi tuoi video. Da qui, se nel tuo video avrai sistemato dei richiami all’azione efficaci (CTA), riuscirai a dirottare gli spettatori sul tuo sito con una buona percentuale di conversione (conversion rate).
  3. La successiva fonte di traffico su YouTube è la cosiddetta Sidebar, cioè quella che contiene i video suggeriti. Per essere qui devi essere popolare per i contenuti ricercati, devi avere un buon retention rate e aver acquisito una certa popolarità.
  4. Un’altra importante fonte di traffico sono i video embedded nei siti e nei blog. Quando in effetti riesci ad ottenere che altri inseriscano i tuoi video nei loro siti hai fatto bingo, perché avrai automaticamente altre visualizzazioni dovute ai visitatori dei siti che li ospitano. Qui puoi addirittura generare un effetto amplificativo per la chance che ti si viene a creare che il tuo video aumenti ancora di più la retention rate e anche che sia condiviso sui social.
  5. Un’ulteriore fonte di visitatori è la promozione che hai da YouTube automaticamente, quando il numero dei tuoi iscritti supera 10.000. In questo caso YT classificherà il tuo video come featured e potrà fare pubblicità per te, e tu potrai anche guadagnare dei soldi con un programma di advertising ad oc….ma nel momento in cui avrai un video featured, vorrà dire che sarai già avanti, molto più avanti di adesso nella conoscenza di YouTube e delle sue possibilità.
  6. Un’altra fonte ancora è lo sharing sui social e qui, se fai un buon video, puoi ottenere un effetto addirittura virale e guadagnare migliaia di visualizzazioni in pochissimo tempo.
  7. Un’ultima parte molto rilevante di traffico e visualizzazioni, puoi ottenerla soprattutto apparendo sui motori di ricerca, come Bing, Yahoo e in special modo su Google, ovviamente se il video è efficace e si posiziona bene, cosa di cui ci occuperemo e che approfondiremo al meglio nei passi seguenti.

Il Fattore chiave per la visibilità e per Emergere Online

Il fattore chiave di Emergere Online è proprio il settimo punto, quello relativo ai motori di ricerca, il fattore chiave di cui puoi diventare padrone per essere rankato sia in YouTube che soprattutto in Google coi tuoi video efficaci.

I passi da fare sono solo quattro, come nel lancio di fuochi d’artificio (o anche se vogliamo di un missile), ma con attività molto molto più semplici da fare:

 FASE 1 – SCEGLI
Nella prima fase di Scelta, dovrai individuare l’argomento in merito al quale realizzare il tuo video, o, se già hai in mente la nicchia, il problema specifico verso la soluzione del quale intenderai dirigerti. Ti conviene che non sia un argomento derivante da una tua idea o da quello che tu ritieni in base alla tua esperienza più utile, bensì che corrisponda esattamente a quello che la gente (i tuoi clienti) vuole realmente, capirai meglio quello che intendo dire più avanti.

FASE 2 – CREA
Nella seconda fase di Creazione, devi creare un video, e vedrai che ci sono diverse tecniche e modi per farlo, molti dei quali, sono sicuro, neanche conoscevi. E scoprirai che, se fino ad oggi hai pensato anche minimamente che fosse difficile, crearne uno, senza scherzi, troverai che a volte è invece
talmente facile che potrebbe farlo anche un ragazzino di 8 anni.

 

FASE 3 – INNESCA
Nella terza fase di Innesco, dovrai preparare il video affinché possa essere lanciato, quindi dovrai sistemarlo, aggiustarlo e fare in modo che sia perfetto per ricevere il massimo dall’impulso che sta per ricevere nel passo successivo. In una parola, dovrai “ottimizzarlo”.

 

 

FASE 4 – LANCIA
Nella quarta fase, quella del Lancio vero e proprio, scoprirai che spesso sono necessarie davvero poche o pochissime risorse per ottenere risultati importanti, mentre in altre dovrai impegnarti un pochino di più, ma vedrai che molto dipende anche da come hai fatto i passi precedenti.

 

Per vedere per intero ogni singola fase analizzata e applicata nei minimi dettagli, ho creato appositamente una guida, un vero e proprio corso, breve, ma completo, dopo il quale saria in grado di rankare qualsiasi video sulla prima pagina di Google.
Lo trovi qui: Emergere Online…Subito in 4 Fasi

 

 

Meglio Postare Video o Articoli sul Blog?

C’è attualmente un forte trend intorno ai video, che include anche le grandi aziende. Molte di queste, ancora non molte per essere più precisi, hanno imparato ad applicare le tecniche dell’internet marketing per dirigere traffico verso i loro siti e ottenere maggior visibilità.

Postare video sta diventando un’attività da preferire a quella di curare un blog e sai perché? Perché in realtà “bloggare” comporta una grande mole di lavoro, in quanto creare contenuti per i propri blog costa e il traffico arriva se il blog è costantemente aggiornato. Per contro il traffico che arriva dai
video, soprattutto quelli di Youtube può essere comunque altamente targetizzato, al pari di quello dei blog, ma al contrario di un blog, è più facile ottenere traffico e visualizzazioni da Youtube e dai motori e in più può durare per anni, senza che tu debba aggiornare nulla.

Un sondaggio dell’Università del Massachussets condotto lo scorso anno, mostra che, tra quelle che avevano un blog, solo il 37% delle aziende lo tiene aggiornato. Perché una percentuale così bassa anche negli USA?

Solo perché le aziende sanno che curare un blog costa e le loro risorse sono assai meglio utilizzate creando e postando video su Youtube per dirigere traffico e fare branding.

Inserire video su YouTube e altri siti di video sharing genera infatti traffico e visibilità in molti modi.
Per inciso, coi video puoi fare letteralmente la differenza nel tuo lavoro.

Ad esempio la gente gradisce molto di più guardare un video clip per intero piuttosto che leggersi un’intera pagina web. Questo ti da’ una chance decisamente migliore per intrattenere le persone e mandargli un messaggio preciso.

Il metodo Emergere Online in 4 Fasi funziona, e a maggior ragione perché YouTube appartiene ormai a Google che ha deciso di conferire un particolare valore a tutto ciò che proviene da questo sito. Ecco perché, cominciando ad adottarlo otterrai infatti maggiore visibilità.

Già solo con le basi del metodo, potresti cominciare ad avere risultati utili, ma se sei interessato ad andare oltre, per approfondire e conoscere in modo completo come procedere con tutte le varie fasi e soprattutto, che significa preparare un video nel modo giusto e in quale esatto modo questo può portare visibilità, contatti e vendite, ho preparato un corso completo dalla A alla Z per emergere in fretta che trovi qui: http://bit.ly/2d2SvTv

Per qualsiasi domanda, non esitare a contattarmi:
http://www.emergereonline.com/contatti/

Come Ottenere Backlinks di Qualità Efficaci per Rankare il Tuo Sito

I siti che riferiscono al tuo attraverso link sono molto importanti, tanto che possono incidere nel ranking anche per una percentuale superiore al 70-80%. Sono quelli che vengono chiamati “backlinks”. Ma come trovarne di validi?

Del resto l’approccio: “Se hai costruito il sito…i backlinks arriveranno!” purtroppo non funziona! …se non promuovi il tuo sito in alcun modo, non otterrai traffico e lo scambio di link reciproci tra siti amici non pesa più come una volta nei riguardi del ranking.

Negli ultimi tempi la popolazione dei web-master e dei consulenti web sta avendo non pochi grattacapi per via dei recenti pesanti cambiamenti nell’algoritmo di Google (Google Panda Updates, Google Penguin) che decide inesorabilmente le sorti di ogni sito nella classifica delle ricerche online.

Fermo restando tutto quanto appena detto, in base a questi aggiornamenti big G sta diventando sempre più severo verso qualsiasi tecnica artificiosa messa in atto per rankare in modo non naturale i siti in classifica.

Ciononostante la SEO resiste, perché se condotta in modo adeguato ed etico, può essere assolutamente Google friendly e assai efficace, sposando a pieno tutte le politiche e le regole, per quanto rigide, dei nuovi algoritmi.

Come regolarti allora, nella ricerca di backlinks validi?

Le 2 Migliori Qualità di un Backlink

Dopo tutti gli aggiornamenti del suo algoritmo, a conti fatti, vedrai che ci sono sempre due uniche cose che contano e conteranno sempre per Google e sono in soldoni:

  • Autorità, cioè l’importanza di chi parla di te
  • Rilevanza, l’attinenza di chi parla con quello di cui parli tu

Che significa?
Significa (faccio un esempio banale) che se il tuo nuovo sito di Palline da Golf è linkato dal sito dell’Associazione Mondiale Produttori di Palline da Golf e anche dal sito del più grande Golf Club esistente, non avrai grosse difficoltà a rankare un tuo nuovo prodotto o servizio perché il tuo sito è ritenuto rilevante da Google nel campo delle palline da golf.

Certo dipende dalla concorrenza, ma in questo modo sarai enormemente agevolato.

Se poi sarai anche presente con tuoi contenuti e link su parecchi altri siti, avrai soddisfatto anche le esigenze di varietà e diversificazione dei link referenti, cui Google tiene tanto e avrai fatto bingo.

Una buona politica di link building dovrà perciò contenere dei siti che soddisfano quanto sopra e puntano al tuo (non necessariamente solo all’home page) nel modo più vario e naturale possibile…e per fare questo ci sono tanti modi.

Come riconoscere una buona fonte per ottenere Backlinks?

Una buona tecnica di link building deve sempre contenere, come ti dicevo, una buona varietà di link, provenienti cioè da siti, portali, comunità online e altre fonti rilevanti e per contenuto e per autorità.

Questo fatto è molto importante, in quanto per permetterti di identificare se la fonte è buona, ti faccio questo semplice specchietto. Si possono normalmente verificare quattro situazioni:

  1. Sito non Rilevante con bassa Authority
  2. Sito non Rilevante con alta Authority
  3. Sito Rilevante con bassa Authority
  4. Sito Rilevante con alta Authority

Il tutto è riportato nel seguente Quadrante del Link Building efficace che riassume in definitiva le possibili qualità di un backlink:

Ti dico che ottenere backlinks di tipo 1, non vale assolutamente niente, anzi, nella maggior parte dei casi ti porterà una penalizzazione nelle classifiche di Google che riconoscerà la scarsa qualità dei siti che ti referenziano e che ti passeranno esattamente la stessa scarsa qualità.

Ottenerne di tipo 2, in mancanza di meglio, di solito vale la pena, in quanto, nel caso 2, il fatto che il sito che ti referenzia non sia in tema col tuo sito, ma sia importante, può voler dire qualcosa. E’ come se il Presidente della Repubblica dicesse che so pescare molto bene…lui non ha niente a che fare con la pesca, ma io, che sono un pescatore, mi becco il complimento del Presidente…scusa se è poco!

Stesso discorso vale per il tipo 3, dove il sito referenziante, anche se non è proprio molto importante, è però in tema col mio. E’ il caso in cui un mio amico che costruisce da poco canne da pesca in legno, mi cita per aver usato con successo un suo modello di canna.

Nel caso 4, hai fatto bingo! Hai trovato il meglio del meglio online, sei online con la tua attività di pesca sportiva sul sito dell’organizzazione internazionale pescatori sportivi. E’ il backlink ideale.

Ma dove e come trovare dei backlinks utili per far salire il tuo sito? Resta sintonizzato, perché presto avrai la risposta continuando a seguire questo blog.

Per approfondire e farti trovare scalando in modo extra rapido la classifica dei risultati di ricerca di Google, accedi al training: “Emergere Online…Subito in 4 Fasi”

 

Che Cosa Incide per il 70-80% nel Ranking di una Pagina Web

Se ottimizzare una pagina seguendo la check list che hai visto qui: http://www.emergereonline.com/check-list-le-13-regole-di-google-per-ottimizzare-una-pagina/ può incidere già per il 20-30% (e anche più) nel ranking di una pagina, che cosa incide per il restante 70-80%?

Devi pensare che internet è essenzialmente una gara di popolarità a cui ogni sito e ogni pagina partecipano, volente o nolente.

Se ti nascondi in un angolo isolato, senza condividere niente con nessuno, per quanto tu possa essere bello e forte, nessuno potrà mai notarti,

…ma…

 

Se ti muovi insieme ad altre persone, condividi, socializzi e partecipi anche a quello che fanno gli altri…non potrai non essere notato!

E’ questo il più semplice dei segreti!

Google non può sapere sempre alla lettera ed esattamente che cosa stai scrivendo sul tuo sito e quale dei tuoi contenuti porterà più in alto, perché è fondamentalmente un algoritmo, però stai sicuro che noterà i tuoi movimenti.

 

E allora come fa Google a dire chi occuperà la posizione numero 1?

E’ proprio quello che scoprirai andando avanti.

Chi decide che il tuo sito è più su del mio in classifica?

Come fa Google a decidere a quale sito far occupare la prima posizione per una data frase chiave digitata nel box di ricerca?

Risposta: principalmente attraverso le raccomandazioni che riceve da altri siti sotto forma di link e le citazioni (Off page factors) e poi dall’effetto social, di cui parleremo più avanti.

Per spiegarti meglio, guarda i siti A e B qui sotto:

Quale dei due è più popolare secondo te?

Se i due siti riguardano lo stesso argomento (nicchia) il sito B vince perché ha molte più “raccomandazioni”.

In realtà oggi Google si è fatto molto, molto furbo, perché non sarà sufficiente avere solo molte raccomandazioni, ma sarà anche importante la loro provenienza, cioè, ad esempio, che queste, siano, tra le altre cose, quanto più naturali possibile e provengano da siti rilevanti e autorevoli in relazione al tuo settore, ma questo lo capirai meglio tra pochissimo.

Intanto ti dico, e di questo forse avrai già sentito parlare, che il processo di costruzione di queste raccomandazioni efficaci al tuo sito prende il nome di link building e ogni link/raccomandazione viene in gergo chiamato backlink.

 

Che cosa chiede Google a chi ti linka?

Parliamo di parole chiave, o meglio di frasi chiave, visto che chi prova a rankarsi per una singola parola ormai non esiste quasi più. Di regola Google ranka (o meglio, classifica) i contenuti in base alle frasi chiave e le tue pagine e i tuoi contenuti devono essere strutturati anche loro per essere rilevanti proprio per frasi chiave.

Una strategia SEO di successo è strutturata intorno alle giuste parole chiave.

Così, se il rank dipende dai link/raccomandazioni, allora anche i link/raccomandazioni devono dipendere in qualche modo dalle giuste frasi chiavi per avere maggior peso.

Ma non è importante solo avere link, perché Google dai link stessi ricerca anche:

  • Link Popularity, cioè popolarità e diffusione online del tuo nome.
  • Link Age, cioè l’età dei riferimenti al tuo sito…più sono datati, meglio è.
  • Link Topic, l’argomento in merito al quale altri siti ti linkano e se questo può o meno essere attinente col tuo
  • Link Diversity, i link devono essere quanto più vari possibile e provenire da diverse fonti (se sono solo io a dire che sei bravo, non tutti potrebbero crederci!).
  • Link Authority, un alto indice di qualità per Google. Fino a poco tempo si parlava di Page Rank, oggi si preferisce parlare di Domain Authority (DA) o di Page Authority (PA) dei siti che fanno riferimento al tuo.
  • Link Reputation, una buona reputazione online da parte dei siti che linkano il tuo (hanno un buon nome e sono ben considerati dalla maggior parte della popolazione online.
  • Link Velocity, il tasso di referenza, cioè la “giusta” velocità in termini di numero di siti nell’unità di tempo (giorni, settimane, mesi), che fanno riferimento al tuo.
  • Anchor Text adeguato, cioè le parole o frasi con le quali gli altri siti ti linkano (che come richiederebbero naturalezza e spontaneità dei link, non dovrebbero essere necessariamente ed esclusivamente legate alla tua nicchia e soprattutto alle sole tue parole chiave).
  • …e altro ancora.

…ma allora non la finiamo più? …ma quante cose ci sono da fare e a quante cose bisogna stare attenti per rankare un sito?

Hai assolutamente ragione, e ognuno di questi argomenti meriterebbe un paragrafo a parte, ma cercherò di essere più immediato possibile andando direttamente al nocciolo e ad uno dei concetti più importanti, quello del keyword linking o di anchor text.

 

Keyword Linking…con che frase ti linko?

L’anchor text non è altro che il testo usato per creare un hyperlink. Un link sarà considerato efficace se punta in modo naturale al tuo sito con una parola chiave o con un testo con argomento comunque pertinente con quello che svolgi (es: il tuo nome, quello della tua azienda, parole pertinenti con ciò che offri e anche parole che siano più naturali possibile come anche “clicca qui” o “per avere maggiori informazioni”, ecc…).

Immagina che tu voglia rankare una pagina per la parola “scarpe usate”, dovresti cercare altri siti e chiedere loro di creare un hyperlink verso il tuo sito, che nel linguaggio del web in html si tradurrebbe così:

<a href=http://www.yourwebsite.com>scarpe usate</a>

Google guarderà a questi link che puntano al tuo sito e determinerà chi ci sta puntando e soprattutto come lo sta facendo.

Un processo di link building efficace coinvolge l’acquisizione di link da siti che:

  1. Sono nello stesso settore
  2. Sono rilevanti da tempo e considerati autorità da Google
  3. Hanno parecchio traffico di visitatori
  4. Sono largamente referenziati e loro stessi hanno link rilevanti che puntano a loro con anchor text tarati su argomenti di settore, (anche se non solo quelli).
  5. Puntano ai siti da rankare in modo naturale e questo deve significare anche usare, non solo le parole chiave per le quali vuoi rankare il tuo sito, ma anche semplici citazioni in tema e anchor text con parole generiche, come per es: “per avere maggiori informazioni”, “ecco il link”, ma anche la tua URL, la tua ragione sociale, parole di argomenti correlati, richiami all’azione, ecc….
  6. Usano anche semplici citazioni in tema, ma senza link.

Fino a qualche tempo fa, sarebbe bastato costruire una vagonata di link con anchor text esattamente uguale alla parola chiave e il sito sarebbe stato rankato in quattro e quattr’otto. Ma oggi questa è una tattica da sconsigliare nel modo più assoluto perché Google, sempre più accorto, la penalizzerebbe immediatamente come artificiosa.

Ovviamente quanto ti ho appena detto è relativo a una situazione ideale, ma altre soluzioni più distanti, non saranno comunque scartate in assoluto da Google, bensì solo considerate di minor valore.

Così ad esempio, il sito di figura potrebbe essere considerato rilevante per “scarpe usate”.

Il sito con la maggior parte e i migliori link (backlinks) provenienti da altri siti autorevoli e che usano le parole chiave nel giusto mix avrà le migliori probabilità di vincere la gara per essere rankato da Google in alta classifica.

Perciò ricapitolando. Rankare un sito è:

  • 20-30% On page
  • 70-80% Off page

Così, è in maggior parte il profilo dei tuoi link (backlinks) a determinare quanto avrai successo e l’approccio che userai per costruirli, che ti aiuterà a rankare meglio il tuo sito per le tue parole chiave e anche il cosiddetto effetto social che puoi trovare qui: Ma prima è necessario approfondire il discorso sulle necessarie qualità dei backlinks.

Per approfondire e farti trovare scalando in modo extra rapido la classifica dei risultati di ricerca di Google, accedi al training: “Emergere Online…Subito in 4 Fasi”

Check List – Le 13 Regole di Google per Ottimizzare una Pagina

Una pagina è ottimizzata se ritenuta rilevante per Google in base ai termini di ricerca. Ma che cosa si intende per rilevanza e quali sono le regole dei motori di ricerca e in particolare di Google?

Google misura il rank di un sito in base a tantissimi fattori, qualcuno dice più di 100. Capire questi fattori ti assicura che le tue pagine ottengano traffico targetizzato…che spesso significa soldi!

Per quanto non capiamo tutto quello che ci sarebbe da sapere sul ranking dei siti da parte dei motori di ricerca, grazie alle esperienze condivise nel tempo dalla grande community dei navigatori del web, degli appassionati e da Google stesso, ne capiamo però oggi abbastanza. Tutto sommato Internet è un campo di gioco democratico e chiunque può creare un sito e rankarlo per qualsiasi termine con un po’ di impegno e il giusto focus.

Ma quali sono i fattori base importanti per Google?

Esistono 2 categorie di fattori rilevanti per ogni sito o meglio per ogni pagina web:

1. On Page
2. Off Page.

Le analizziamo entrambe, su questo blog.

“Hai Obliterato il Biglietto?”

Per permetterti di capire rapidamente questa domanda e soprattutto di conoscere la risposta che dovresti darmi, voglio darti una ricetta facilissima per creare e ottimizzare una pagina, che, se seguirai nel dettaglio, ti permetterà di lanciarla per il viaggio verso il top della classifica di Google senza problemi e di farcela arrivare e restare stabilmente per gli anni a venire.

Puoi trovare ormai moltissima letteratura online per le definizioni di ognuno dei fattori che ti sto per dare e a questa ti rimando per un approfondimento mirato. Qui vorrei darti qualcosa di più, che non troverai da nessuna altra parte: si tratta di una lista, un elenco delle cose da fare per preparare una pagina ottimizzata per i motori che, nella maggioranza dei casi è in grado da sola di portarti su in classifica…più su di quanto avevi mai ritenuto possibile.
Incuriosito? Seguimi.

CHECKLIST – 13 Cose Più Una da Non Dimenticare per Rankare la Tua Pagina Web al Top su Google

Hai intenzione di creare una nuova pagina web? Vorresti che venisse trovata dai motori e portata in prima pagina su Google? In pratica, ci sono delle cose da fare per preparare la tua pagina nel migliore dei modi, che non devi dimenticare mai se vuoi rankarla in alto. Segui questi tredici semplici ma vitali consigli, e non avrai mai problemi.

Sei pronto? Cominciamo.

1. Keyword.
Scegli la keyword, cioè la parola, o meglio, la frase chiave su cui vuoi puntare e fa in modo che sia nel titolo della tua pagina. A volte puoi inserire anche più di una keyword nel titolo, questo ti aiuterà ad ottenere ancora più traffico verso la pagina che stai rankando. Puoi aiutarti col sempre valido Google keyword planner che trovi qui: https://adwords.google.it/KeywordPlanner e che puoi utilizzare a patto di avere un account Google. Non ha tanto importanza che la tua frase abbia un elevato numero di ricerche mensili ma che sia una frase chiave che richiami gente e ti aiuti ad aumentare le conversioni, cioè richiami gente interessata a quanto hai da offrire. Per eventuali approfondimenti, puoi leggere questo post: http://www.steviejordan.com/cerca-con-google-ma-in-quanti-ti-stanno-cercando-proprio-adesso/

2. Meta tag Title.
Fai in modo che nel codice della pagina web il meta tag Title contenga la frase chiave. Meglio se la metti più a sinistra possibile, cioè all’inizio. Questo è un parametro vitale per le ricerche online in quanto proprio il titolo è uno dei principali fattori tenuti in considerazione da Google per capire di cosa tratta la tua pagina.
Raccomandazione: tieniti sotto i 60 caratteri…molti motori tagliano il testo in eccesso a questa quota.

3. Meta tag Description:
La descrizione della tua pagina è in definitiva un breve riassunto di quello che la pagina contiene e deve contenere anch’essa la tua frase chiave. Se usi WordPress, puoi scegliere di adoperare un plugin chiamato “All in One SEO Pack” (lo trovi qui: https://wordpress.org/plugins/all-in-one-seo-pack/) che ti permette facilmente di settare i Tag Description e Title in modo rapido per ogni pagina prima di pubblicarla, in modo da essere sicuro di aver fatto le cose per bene (v. es: in figura), oppure puoi usare un altro buon plugin chiamato “SEO by Yoast” (lo trovi qui: https://wordpress.org/plugins/wordpress-seo/).

C’è un altro motivo importante per cui devi preparare una buona descrizione e te lo dico subito. Nel momento in cui la tua pagina compare nei risultati di ricerca, le uniche due cose più in vista che si leggeranno saranno il titolo e proprio la tua descrizione. Quindi fai in modo di scriverne una memorabile, che identifichi subito gli obiettivi della tua pagina e che rimanga impressa. Hai a disposizione 160 caratteri per farlo.

 

4. tag H1:
Fai in modo che ci sia una testata nel contenuto della tua pagina, cioè il titolo di un paragrafo, scritto nel formato più grande del testo, normalmente chiamato H1, e che contenga anch’esso la frase chiave (quella del Title tag). Nel caso di Wordpress questo compito è assolto automaticamente nel momento in cui crei il titolo stesso della pagina (v. figura).

Inserendo la tua frase chiave principale in H1 aumenterai enormemente le possibilità di farti trovare online (se puoi, scrivila più a sinistra possibile nel titolo del paragrafo stesso, cioè all’inizio).

5. H2-H6 tags:
Sono i formati più rilevanti utilizzati nella pagina web per evidenziare qualcosa. Tu devi fare in modo che ci siano anche dei titoli di sotto
paragrafi, ovviamente senza esagerare. Spesso è sufficiente avere frasi chiave nei titoli dei sotto paragrafi in formato H2 e H3.

 

6. Keyword density:
E’ la quantità di parole chiave utilizzate rispetto al numero di parole complessive utilizzate nel testo di ogni pagina web. Se vuoi rankare la tua pagina per una certa frase chiave, ti conviene metterla almeno 3 o 4 volte nel contenuto, forse 5. In genere le fonti più autorevoli sul web dicono parlano anche di densità, nel senso che la keyword dovrebbe figurare nel testo per un 3 o 4% rispetto al numero di parole complessive…per me, per esperienza, è meglio pensare ai contenuti, cioè al fatto che il testo fili liscio nel modo più naturale, e tutto verrà da sé. In ogni caso, in WordPress, se vuoi fare un check della keyword density sulla pagina che stai scrivendo, puoi sempre utilizzare il plugin SEO by Yoast.

 

7. Internal linking
Anche questo è un fattore molto importante ed è l’uso e la quantità di link utilizzati sulla pagina che stai rankando per collegarti a contenuti di altre pagine del tuo sito, ma nel modo corretto. Esistono infatti delle forme di collegamento ipertestuale che funzionano molto meglio di altre che, invece, non portano da nessuna parte. In questo campo ho notato in effetti che c’è ancora molta confusione.
In effetti non dovresti mai lasciare la tua pagina senza link ad altre pagine interne, ma soprattutto, non non dovresti mai linkare la tua pagina a mille altre pagine interne, …confonderesti solo gli spider dei motori.

Per creare dei link interni che funzionano nel modo corretto e che soprattutto permettano e amplifichino il passaggio di autorità conferita da eventuali siti esterni rilevanti che linkano il tuo, i collegamenti alle altre pagine del sito dovrebbero far sì che il tuo sito abbia una struttura cosiddetta a silos.
Usa una struttura tipo quella della figura qui sotto, dove ogni pagina, ottimizzata per una keyword diversa, punta alla successiva e l’ultima punta all’Home page. In questo modo tutta l’autorità dei link esterni che punteranno al tuo sito, verrà passata alle sue pagine interne, e i link delle ultime pagine dei silos diretti all’home page amplificheranno ulteriormente questo effetto, conferendo maggiore autorità a tutto il sito.

8. External Linking
Si chiama così il riferimento della tua pagina a link esterni. In genere devi linkare risorse autorevoli in tema col contenuto della pagina, ed è importante. Ad esempio, puoi citare fonti autorevoli per approfondire ulteriormente quello di cui stai parlando, come Wikipedia o siti autorevoli nella tua nicchia. Questo crea dei riferimenti importanti a tema che qualificano la tua pagina.
In ogni caso devi tener presente un’avvertenza molto importante! I link esterni autorevoli ti valorizzano e mettono in risalto come uno che la sa lunga (parliamo della tua pagina), ma hanno anche un lato negativo: diluiscono il link juice. Questo significa che se un sito importante linka la tua pagina, gli passerà tutta la sua autorità come se la versasse come succo (link juice), ma questa “fuoriesce” (passami il termine) dai link esterni (chiamati anche OutBound Links), come in un colabrodo. Per questo motivo è buona norma usarli, ma con moderazione. Di solito è bene tenerli al di sotto di una decina. Nella figura ad esempio, le parole in grassetto colorato, sono tutti link verso risorse esterne.

9. URL (o Permalink se usi WordPress)
E’ l’indirizzo web vero e proprio della tua pagina ed è importante che contenga l’intera frase chiave per la quale
stai concorrendo. Se hai WordPress, quando crei una pagina, a questa viene automaticamente data come Url l’intero titolo scelto interponendo tra ogni parola un trattino. Puoi modificarlo col tasto Edit (v. figura). Se invece hai qualsiasi altro programma, devi fare in modo che l’indirizzo della pagina contenga la frase chiave.

10. Testo
E’ il corpo, il contenuto vero e proprio della pagina e deve anzi tutto essere originale e di una certa consistenza. Evita come la peste di fare copia e incolla da altre fonti sul web perché Google odia i duplicati e ti penalizzerebbe senza pensarci due volte. Fai in modo che la tua frase chiave sia scritta, come si diceva poco fa, 3, 4 o anche 5 volte nel testo e almeno una volta in grassetto. Usa anche sinonimi per la tua frase o parola chiave, in modo da rendere le cose molto più naturali e far capire che stai parlando di argomenti in tema con la tua parola chiave. Questa cosa potrà produrre anche qualche gradita sorpresa, permettendoti di rankare la pagina anche per altre frasi chiave che la gente digiterà nel box di ricerca e che assomigliano alla tua, ma usano termini leggermente diversi. Inoltre la lunghezza del testo ormai raccomandata è di almeno 500 parole, ma se proporrai contenuti più consistenti, la cosa sarà senz’altro ancora più gradita a Google.

Tra le altre cose, WordPress mette a disposizione fortunatamente, un valido e semplice tool che, in automatico, ti permette di conoscere all’istante quante parole compongono esattamente il tuo testo (v. immagine sopra). Se non usi WordPress, ci vorrà un attimo di più, ma puoi semplicemente utilizzare un semplice processore di testi come Word o Writer e il gioco è fatto.

 

11. Alternate text
In questo caso si tratta di un particolare spesso trascurato, ma che ha una grande importanza perché concorre a rendere la pagina decisamente più pertinente col contenuto e contribuisce al ranking senza sovraffollare di parole chiave il testo. Il ruolo delle immagini nelle pagine web è fondamentale e  non hai certo bisogno che sia io a ricordartelo, ma una cosa spesso presa sotto gamba e di cui forse avrai già sentito parlare, è la necessità di attribuire il giusto nome alle immagini sulla tua pagina.

Il nome in questione è l’Alt Text (Alternate Text) e la letteratura online in materia è vastissima. Mi limito qui solo a segnalarti di non dimenticare mai di inserire la main keyword nell’alt text di un’immagine per rendere le cose più naturali e di nominare, se possibile, il file che stai caricando proprio con la frase chiave (es: frasechiave.jpg).

 

12. Video
E’ oramai divenuta buona norma inserire uno o più video all’interno di ogni pagina. Perché? Innanzi tutto il video è diventato il mezzo di comunicazione più diffuso e gradito sul web e Google apprezzerà moltissimo la presenza anche di un semplice video sul tuo sito, soprattutto se proveniente da Youtube che oramai è diventato una sua proprietà a tutti gli effetti.

Inoltre uno dei fattori predominanti per rankare una pagina è il tempo di permanenza dei visitatori su di essa, cui l’algoritmo di Big G. è assai sensibile, per cui ogni video inserito sulla tua pagina, ovviamente se realmente pertinente e interessante, è un ottimo metodo per intrattenere e aumentare la permanenza stessa delle persone sul sito.
Inserire un video sulla tua pagina è molto semplice. Se si tratta di un video di YouTube, devi incorporare il codice del video che trovi sotto il menu Condividi/Codice da incorporare che trovi normalmente sotto ogni video…e che corrisponde a qualcosa del genere:

<iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/ivdBfHnjiFs” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe>

Per una pagina html, puoi seguire questo brevissimo tutorial di MrWebmaster: https://www.youtube.com/watch?v=PlTTq6wPeBY Per approfondire come farlo in Wordpress puoi seguire invece questo altro tutorial completo di TotalPhotoshop: https://www.youtube.com/watch?v=le-_KeWRRok

 

13. Social buttons
Il coinvolgimento in attività sociali di qualsiasi evento o news, è diventato ormai imprescindibile, e allo stesso modo la tua pagina non fa eccezione. Google tiene sempre più in considerazione l’effetto social, cioè l’entità del coinvolgimento in attività sociali di ogni pagina web. Per questo motivo devi dare la possibilità a chiunque legga la tua pagina di interagire, gradire, commentare e condividere i tuoi contenuti sul web. Per fare questo la cosa più indicata è quella di integrare nella tua pagina i classici bottoni social, che permettono la condivisione sui principali social network, come Facebook, Twitter, Linkedin, Google+, Pinterest, e anche altri.

Con WordPress puoi ottenere questo molto facilmente, installando un plugin adatto. Ne esistono diversi a dire la verità, ma uno con cui mi trovo molto bene è Shareaolic, che puoi trovare qui: https://wordpress.org/plugins/shareaholic/.

Ed ecco l’ultima cosa da fare che ti consiglio. Sembra banale, ma non sai quante persone se ne dimenticano, soprattutto quelle che non hanno WordPress.

 

14. Indicizza la pagina
E’ l’ultima cosa da fare, non appena avrai terminato di ottimizzare la pagina, come descritto sopra. Questa infatti, non sarà
catalogata negli indici di Google immediatamente. Devi fare in modo che sia inserita negli elenchi dei motori affinché sia indicizzata. Questo lo ottieni “pingandola”.

Devi cioè andare su siti di ping, come ad es: http://pingoat.net/ , e inserire la URL della pagina nel box opportuno, insieme con l’argomento della pagina.
Quindi premi invio. Questo obbligherà i robot dei motori a venire a cercare la nuova pagina nata e, attesi i giusti tempi, eseguirne una scansione per inserirla nei propri elenchi. Normalmente la cosa può richiedere da qualche minuto ad alcune ore, ma dipende da quanto impegnati sono i robot.

Se usi WordPress, puoi fare in modo che questa operazione sia eseguita in modo automatico ogni volta che crei o aggiorni una pagina del tuo sito. Come?
Nella sezione “Settings” del pannello di controllo sulla sinistra, troverai l’opzione “Writing”, all’interno della quale un box chiamato “Update Services”, all’interno del quale puoi inserire uno o più siti di pinging come pingoat, e ogni volta che crei un nuovo contenuto, questo sarà proposto (pingato) automaticamente a quei siti per l’indicizzazione sui motori (v. l’esempio in figura).

Ricorda che, affinché una pagina sia indicizzabile dai motori, non dovrebbe contenere rilevanti animazioni in flash o file multimediali privi di codice, in quanto i robot dei motori riconoscono e indicizzano soprattutto contenuti testuali, mentre si troverebbero completamente spiazzati trovando un contenuto di sola animazione e non sapendo cosa fare, non lo indicizzerebbero. Per ulteriori chiarimenti in materia, ti rimando a questo importante aggiornamento di Google:
https://support.google.com/webmasters/answer/72746

Una nota a parte meriterebbe il meta tag Keywords, una volta tenuto in grande considerazione da Google, ma oramai, abusato fino all’ossesso, è stato ritenuto privo di qualsiasi significato.

Un ottimo esempio di pagine ottimizzate lo offre il sito Wikipedia che rispetta a pieno questi fattori che, da soli, vanno ad incidere per circa il 20-30% sul ranking di un sito.

Che cosa incide allora per il 70-80% nel ranking di una pagina? E’ quello che puoi scoprire leggendo questo articolo: http://www.emergereonline.com/che-cosa-incide-per-il-70-80-nel-ranking-di-una-pagina-web/

Quanti Click Ricevono i Primi Dieci Risultati su Google

E’ chiaro che Search Engine Optimization (SEO) è un modo per incrementare decisamente la quantità e la qualità del traffico dei visitatori verso il tuo sito in modo naturale grazie alla rilevanza acquisita dal sito stesso semplicemente per aver rispettato le regole dell’algoritmo dei motori di ricerca. Ma quanti click ricevono i primi posti in classifica?

I motori infatti assegnano una posizione in base ad una classifica, detta ranking, tra tutti i risultati di ricerca ottenuti per una data combinazione di parole chiave, reputando assai pertinenti i contenuti pubblicati sul tuo sito con quelle parole.

Ovviamente più il sito viene giudicato rilevante e autorevole per quelle parole rispetto ad altri, più in alto finirà nella classifica dei risultati.

I risultati sono normalmente suddivisi in pagine, ognuna delle quali contiene 10 elementi/siti. Il numero delle pagine che concorrono alla classifica, spesso molto elevato, è indicato proprio immediatamente sotto al box di ricerca (nella figura sotto stante si legge ad esempio che per la parola “something” sono presenti 1.050.000 pagine concorrenti).

Il risultato di ricerca migliore si troverà ovviamente sulla prima pagina più in alto di tutti e guadagnerà la prima posizione…quella più ambita da tutti!

Un preciso studio (Cornell 2006), ha evidenziato che il maggior numero di click, più del 50%, sarà statisticamente ricevuto dalla prima posizione nella prima pagina (vedi figura) e via via le altre posizioni ricevono sempre meno click, secondo delle percentuali calcolate appunto da Cornell e riportate nella figura a fianco.

Avere la posizione n.1 è ovviamente una delle chiavi più rilevanti per avere il maggior traffico e di qualità.

 

Quanto Costa Fare Pubblicità Online

Per fare uno degli esempi più semplici, consideriamo l’azienda inserzionista tipo che vende trattamenti particolari contro la caduta dei capelli, e che investe sulla parola chiave (più che parola, frase chiave) ‘perdita dei capelli rimedi’, ricercata in media un migliaio di volte al mese.

Per far visualizzare il suo annuncio, questa paga in media la bellezza di 1,49 € per ogni clic che un interessato effettua sul suo annuncio (per comprendere questi costi e la frequenza con cui le persone cercano ogni parola chiave, ci sono metodi precisi, e per un’analisi più accurata puoi ad esempio consultare il Keyword Planner creando o sfruttando un tuo account Google. Lo trovi qui: https://adwords.google.com/KeywordPlanner).

A conti fatti e con buona probabilità, se l’annuncio genererà, com’è plausibile, una ventina di click al giorno, quell’azienda spenderà qualcosa come 30 € al giorno solo per quella frase. Se poi ci abbini anche un’altra frase “buona”, come ad esempio “costo trapianto capelli”, cercata anche lei un migliaio di volte al mese, l’azienda spenderà per questa frase 2,57 € a click, e cioè a conti fatti, altri 51 € circa.

Investendo anche su un’altra decina di frasi almeno, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi, le cifre possono quindi tranquillamente decuplicare con cifre che possono variare anche da 500 a 800 € al giorno.

Ovviamente poi, ogni clic sull’annuncio non produrrà direttamente una vendita, e a meno che l’inserzione converta visitatori in clienti ad un ritmo accettabile, si potrebbero davvero spendere un sacco di soldi. Sia chiaro, questo è un esempio e non è detto che comunque investire in questo modo per un’azienda non sia conveniente, in quanto quello che domina alla fine è il ritorno sull’investimento (ROI) e solo questo farà decidere a un’azienda se proseguire o meno con questa strategia, ma quella illustrata è una situazione abbastanza tipica e mostra come, per portare avanti una strategia PPC, bisognerebbe spesso avere del denaro (e anche in discrete quantità) da investire.

Ecco perché, il tuo obiettivo principale è essere presente nell’altro tipo di risultati indicati sulla pagina (Organic Search Results), quelli cioè naturali o come si dice in gergo “organici”, riportati a sinistra sotto quelli sponsorizzati, perché essere qui, comporta sicuramente spese minori e una stabilità decisamente superiore dovuta al grande valore intrinseco che Google associa al tuo sito (vedi anche quest’articolo su come la gente cerca online) dando per scontato che il proprietario del sito, o chi per lui, abbia fatto tutto il possibile per rendersi rilevante coi suoi contenuti, meritando il diritto di essere lì.

Per qualsiasi domanda, lascia un commento qui sotto. Puoi scoprire molte altre cose sulla Search Engine Optimization su questo blog….se non l’hai ancora fatto, scarica la guida qui: http://www.emergereonline.com/semplicemente-seo-da-zero-2/

 

Che Cosa Cerca la Gente Online?

La maggior parte delle persone online cerca risposte alle proprie domande o soluzioni ai propri problemi, e, come capita sia a me che a te, la rete è il luogo più conveniente per cercare ciò di cui hanno bisogno.

In che modo la gente cerca informazioni
Prima di premere il tasto invio, la gente ricerca digitando normalmente una parola o una frase che descrive quello che sta cercando. Sicuramente ti è già successo, e molto spesso, se la connessione internet non è molto lenta, Google, prima che tu possa aver completato di digitare ciò che stai cercando, ti suggerisce il completamento della frase con le parole più ricercate da te o dal resto del pubblico in rete. Si tratta di Google Suggest, e spesso può essere molto utile per conoscere ciò che la gente cerca di più e concentrarsi proprio su quello. Dopo aver premuto invio, vedrai una pagina, la prima dei risultati di ricerca.

La pagina dei risultati
E’ chiamata SERP: Search Engine Results Page e in ogni pagina dei risultati, troverai dieci posti occupati da link (chiamati spesso spot) con delle descrizioni che a seconda della loro posizione rappresentano delle tipologie di informazioni differenti, ma sono nient’altro che pagine web. Ogni spot corrisponde a una diversa pagina che Google reputa rilevante per quel contenuto che hai cercato.

Quante pagine concorrono per quel contenuto?
Immediatamente sotto il box di ricerca, dopo ogni ricerca, trovi un numero, spesso elevato. E’ il numero di pagine concorrenti nella classifica di Google per quel termine di ricerca.

A fianco al numero delle pagine concorrenti, trovi un tempo, normalmente in secondi, che esprime quanto Google ci ha messo a restituirti i risultati più rilevanti per quella ricerca.

In effetti l’obiettivo di Google, se ci pensi, è proprio quello di darti le informazioni più vicine possibile a quello che hai cercato, nel più breve tempo possibile…e in questo modo si mette ogni volta alla prova in modo trasparente.

Nella parte superiore di ogni pagina dei risultati e anche sul lato destro trovi normalmente annunci o link a pagamento, in cui aziende o persone scelgono di pubblicizzare i loro prodotti per quelle parole chiave che stai cercando, ad esempio per prevenire o risolvere un problema attraverso una forma di advertising chiamato PPC o Pay Per Click. Questi risultati sono chiamati Link sponsorizzati (Sponsored Links), perché a pagamento.

Queste aziende pagano spesso fior di soldi per mostrare pubblicità sui loro prodotti con annunci altamente mirati, ma spesso molto cari dal punto di vista economico.
Nella restante pagina, trovano posto i cosiddetti risultati organici (v. figura), cioè quelle pagine che, pur non pagando i costi pubblicitari, hanno meritato, come vedremo tra breve, di essere in quella posizione nella classifica (rank) di Google per la rilevanza dei propri contenuti.

Per qualsiasi domanda, puoi lasciare un commento qui sotto.
Puoi scoprire molte altre cose sulla Search Engine Optimization su questo blog….se non l’hai ancora fatto, scarica la guida qui: http://www.emergereonline.com/semplicemente-seo-da-zero-2/

Fare SEO Oggi

Le cose cambiano, anche in fretta, e parecchi altri metodi e tecniche sono stati sviluppati negli ultimi anni per aumentare la visibilità online di aziende e professionisti, ma i motori di ricerca e Google in particolare, sono assolutamente il modo numero uno in cui gli utenti di Internet possono trovare quello che cercano online ed è per questo che, in un modo o nell’altro, concentrare la tua attenzione per farti trovare online su Google è diventato ormai praticamente imprescindibile.

Ma, se fosse possibile dare un flash e spiegare in pochissime parole la Search Engine Optimization, che cosa si potrebbe rispondere alla domanda: “Fare SEO in che cosa consiste?”

 

Fare SEO consiste nell’ottimizzare un sito web in modo che sia in grado di ottenere un punteggio rilevante nelle classifiche dei motori di ricerca.

Si, ho capito, ma che devo fare, e soprattutto quanto costa?

Nella maggior parte dei casi, essere inclusi nell’elenco di in un motore di ricerca (indicizzazione) non costa nulla, per cui non deve essere una grossa sorpresa il fatto che la Search Engine Optimization sia di solito una priorità per la promozione di un sito online.

Una corretta ottimizzazione dei motori di ricerca può portare tranquillamente centinaia se non migliaia di visitatori periodicamente o addirittura ogni giorno sul tuo sito, praticamente col pilota automatico e senza alcuna spesa. Ma il costo di questa ottimizzazione è davvero nullo, come molti dicono?

Certo, spesso può anche essere nullo, ma devi sempre considerare il tempo investito nel lavoro da fare e, come vedrai più avanti, potrebbe non essere solo questione di tempo per via di tanti altri fattori.

Per trovare informazioni sulle centinaia di milioni di pagine web che esistono, un motore di ricerca impiega speciali software, chiamati spider, per eseguire la scansione di tutti i siti presenti nelle proprie liste, cioè di tutti i siti indicizzati.

Esistono diversi motori di ricerca, quindi potresti pensare che non ce ne sia uno in particolare su cui concentrarsi meglio e che forse siano un po’ tutti uguali, ma, come avrai già capito, attualmente è Google che comanda il mercato mondiale delle ricerche con più dell’80% di quote e anche se non tutti i surfisti del web usano un motore di ricerca specifico, la maggior parte lo fa…e questa maggioranza, praticamente più di otto volte su dieci usa Google per trovare informazioni online.

Questo non significa che ci si può permettere di ignorare gli altri motori di ricerca come Yahoo! e Bing di Microsoft, ma è chiaro che il principale punto di riferimento per il tuo sito deve essere Google.

Puoi scoprire molte altre cose sulla SEO già solo su questo blog….se non l’hai ancora fatto, puoi scaricare la guida qui: http://www.emergereonline.com/semplicemente-seo-da-zero-2/

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